martedì 21 gennaio 2020

veline appoggiate




...mi sono innamorata sempre quando era possibile...

lì quando succede che si aprono le scatole colorate con le veline da togliere...

dove i contorni dei regali sono ancora indecisi...

non mi sono mai persa il gioco del salto a ritmo della corda...
se c'era da giocare ci saltavo dentro...

mi sono innamorata di più quando la forza dell'incoscienza diventava coraggio,
diventava pancia, diventava faccia di pupille aperte sulle nuvole...

mi ricordo bene quel nugolo di idee che mi spingevano il passo
che mi forzavano la mano,
bastava un guizzo per aprire la porta, le parole, i gesti
ripeto c'era il bilico di occhi bendati e pupille dilatate,
il cuore risuonava già dal mattino fuori dal corpo, col frullo di ali in volo di rincorsa,
di rondini in procinto di migrare

e non mi sono tolta mai il gusto di innamorarmi 
quando annusavo un cielo misto di nuvole e vento
quando scorgevo anche solo la promessa di un di che che poteva avvolgerti 
di brividi, di rifugio di pelle, di buio, di risate, di solletichi...

alla fine mi sono innamorata sempre di me e del mio futuro, 
e del futuro del volto che avevo davanti, delle pieghe che avrebbe preso 
il suo corpo nel letto della mia anima... 
e soprattutto di quella qualità del tutto di sgusciare via improvviso come ali colorate...
   
adesso dietro di me scatole divelte in compagnia di veline appallottolate...

aria di autunno dolce, si scaldano i colori...torno a giocare

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