...mi sono
innamorata sempre quando era possibile...
lì quando
succede che si aprono le scatole colorate con le veline da togliere...
dove i
contorni dei regali sono ancora indecisi...
non mi sono
mai persa il gioco del salto a ritmo della corda...
se c'era da
giocare ci saltavo dentro...
mi sono
innamorata di più quando la forza dell'incoscienza diventava coraggio,
diventava
pancia, diventava faccia di pupille aperte sulle nuvole...
mi ricordo
bene quel nugolo di idee che mi spingevano il passo
che mi
forzavano la mano,
bastava un
guizzo per aprire la porta, le parole, i gesti
ripeto c'era
il bilico di occhi bendati e pupille dilatate,
il cuore
risuonava già dal mattino fuori dal corpo, col frullo di ali in volo di
rincorsa,
di rondini
in procinto di migrare
e non mi
sono tolta mai il gusto di innamorarmi
quando
annusavo un cielo misto di nuvole e vento
quando
scorgevo anche solo la promessa di un di che che poteva avvolgerti
di brividi,
di rifugio di pelle, di buio, di risate, di solletichi...
alla fine mi
sono innamorata sempre di me e del mio futuro,
e del futuro
del volto che avevo davanti, delle pieghe che avrebbe preso
il suo corpo
nel letto della mia anima...
e
soprattutto di quella qualità del tutto di sgusciare via improvviso come ali
colorate...
adesso
dietro di me scatole divelte in compagnia di veline appallottolate...
aria di
autunno dolce, si scaldano i colori...torno a giocare
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